Quando le porte si sono aperte, Palermo intera sembrava trattenere il respiro. La Sala DA Ballo, riaperta dopo anni di restauro, ha accolto centinaia di ospiti sotto i suoi lampadari di cristallo, restituendo alla città uno dei suoi gioielli più amati.
L’orchestra ha attaccato le prime note di un tango di Piazzolla mentre le coppie scivolavano sul parquet lucidato a specchio. Non era solo una serata di gala: era il ritorno di una tradizione che la Sicilia custodisce con orgoglio da oltre un secolo.
Il restauro che ha riportato in vita un mito
Tre anni di lavori, decine di artigiani locali, una committenza coraggiosa. Gli stucchi sono stati ridipinti a mano, i pavimenti rimessi a nuovo con tecniche ottocentesche, e il sipario rosso fuoco è stato ricamato a Catania con fili d’oro zecchino.
Tra gli ospiti, ballerini professionisti arrivati da Buenos Aires, critici musicali, e una folta rappresentanza di famiglie palermitane che da generazioni frequentano questi spazi. “Mia nonna ballava qui negli anni Cinquanta”, racconta Elena, 34 anni. “Stasera è come se fossero tornati tutti.”
Le passioni siciliane sotto i riflettori
Tra un valzer e una milonga, la serata è stata anche un’occasione per parlare di futuro: nuovi corsi per i giovani, residenze artistiche, una scuola di danza aperta a tutti. La Sala non vuole essere solo un museo della memoria, ma un laboratorio vivo di cultura e passione.
All’una di notte, mentre le ultime coppie si attardavano sul parquet, abbiamo capito una cosa: la Sicilia non ha mai smesso di danzare. Aveva solo bisogno del palcoscenico giusto.